Antenne per telefonia mobile sui tetti dei condomini
Antenne per telefonia mobile sui tetti dei condomini
NOelettrosmog-piemonte.org - Coordinamento dei comitati spontanei di Torino e provincia contro l'elettrosmog

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Incontro su elettrosmog - nemico invisibile

Il 20 gennaio 2006, il Coordinamento dei Comitati di Torino e Provincia contro l'elettrosmog ha organizzato, presso l'Istituto Avogadro di Torino, con il patrocinio della provincia di Torino, l'incontro pubblico su:

Antenne, elettrodotti, cabine elettriche, telefonini. PROTEZIONE DALL'INQUINAMENTO ELETTRICO, MAGNETICO ED ELETTROMAGNETICO IN PIEMONTE

I SINDACI DEL PIEMONTE POSSONO DIFENDERE I BAMBINI E I CITTADINI DALL'INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO?

L'iniziativa prevalentemente rivolta ai sindaci della Regione Piemonte, sensibili ai temi ambientali, è stata attivata per illustrare problematiche specifiche e per mettere a disposizione esperienze e suggerimenti concreti per orientare in senso etico la localizzazione di elettrodotti, cabine elettriche, impianti TV, impianti per telefoni cellulari e allo stesso tempo porre l'attenzione sul corretto utilizzo e sulla necessità di corrette avvertenze d'uso dei molti elettrodomestici, compresi i telefonini che troppo spesso non solo non recepiscono la normativa nazionale ma non sempre presentano indicazioni per corretti usi e precauzioni.

Attraverso semplici quesiti che ne orientano i contenuti se ne da di seguito una sintesi:

Dopo l'intervento di benvenuto da parte del Vice Preside dell'Istituto Avogadro di Torino, Prof. Tommaso De Luca , gli organizzatori, hanno aperto l'incontro ringraziando in particolare, per l'ospitalità, il Preside dell'Istituto Avogadro Prof. Giulio Cesare Rattazzi, Dirigente Scolastico attento e appassionato nonché Vicepresidente CORECOM per la regione Piemonte, sensibile ai temi culturali, ambientali ed etici.

Il Piemonte finalmente si è dotato di una normativa contro l'inquinamento elettrico, magnetico ed elettromagnetico ed ora?

L'entrata in vigore della recente Legge Regionale n.19 del 2004 che nel titolo stesso, desidera occuparsi della tutela della popolazione dall'inquinamento elettromagnetico "protezione dalle onde magnetiche elettriche ed elettromagnetiche della popolazione", è di particolare attualità nei dibattiti anche per l'emanazione di linee guida (05.09.05) che dovranno fornire puntuali indicazioni ai sindaci del Piemonte per applicare le norme regionali, attraverso la formulazione di propri appositi regolamenti comunali, che dovranno tutelare i cittadini ma la commissione tecnica del Coordinamento mette sull'avviso: "non è tutto oro ciò che luccica".

Ma cosa è l'inquinamento da "elettrosmog"?

L' Arch. Maria Grazia Del Negro attuale Presidente del Coordinamento dei Comitati Spontanei di Torino e Provincia contro l'elettrosmog, presentando l'incontro, ha specificato che l'inquinamento dato da varie fonti che alterano lo stato naturale del fondo elettromagnetico viene comunemente definito "elettrosmog". Tali alterazioni ambientali possono incidere sulla salute pubblica e sono da collegarsi ad alcune specifiche tecnologie. L'argomento dovrebbe essere seriamente preso in considerazione per le conseguenze possibili, tuttavia non gode di adeguata risonanza nel mondo dei media. Per capire quanto sia attuale il fenomeno è sufficiente aprire le finestre della propria abitazione (solo per fare un esempio visibile) poiché gli impianti di telefonia mobile sono spuntati e continuano a spuntare letteralmente come funghi (da qui anche il termine "antenna selvaggia"), molti sono i possessori di telefono cellulare e il diffondersi dell'utilizzo e la creazione di sempre nuovi prodotti determina il moltiplicarsi di interessi, di impianti e delle variazioni ambientali. Contribuiscono alle alterazioni del fondo naturale elettromagnetico: gli elettrodotti, le cabine elettriche, gli impianti radio, quelli per i radioamatori, quelli Tv e gli elettrodomestici in genere. L'ultimo elettrodomestico, in ordine di produzione, è il forno a microonde, il quale, dopo una prima entusiastica apparizione, è da più fonti oggetto di studio per verificare l'innocuità dei cibi cucinati utilizzando il nuovo metodo.

Effetti a lungo termine con basse emissioni ed effetti a breve termine anche con alte emissioni

Il dibattito oggi è orientato a porre attenzione, non solo al corretto utilizzo di elettrodomestici o telefonini, che possono anche emettere alte emissioni generalmente in tempi brevi e gestibili, ma soprattutto ai fenomeni che vedono impianti modificare l'ambiente elettromagnetico naturale per molte ore al giorno con basse emissioni ma rispetto ai quali i cittadini non possono opporsi venendo, di fatto, utilizzati da cavie da esperimento.
Soprattutto per questa seconda tipologia d'inquinamento (dato dalle antenne per cellulari o per trasmissioni radio, radioamatoriali, TV, elettrodotti e cabine elettriche), a detta dei vari gruppi appartenenti al Coordinamento, le amministrazioni stanno prendendo insufficienti provvedimenti e la legge della Regione Piemonte non ha affrontato adeguatamente il problema .

Perché l'elettrosmog viene chiamato nemico invisibile?

Semplicemente perché ogni impianto: elettrodotto interrato o aereo, cabina elettrica, antenna per TV, radio, radioamatoriale o per i telefonini, produce variazioni al campo naturale elettromagnetico con elementi non visibili ad occhio nudo. Le onde elettriche, magnetiche ed elettromagnetiche, non si vedono, non si odono, non odorano, possono attraversare le pareti. Impianti posizionati nelle vicinanze o anche a grandi distanze, possono (a seconda dell'orientamento e della potenza) alterare gli ambienti di vita con variazioni ambientali a tutt'oggi di non certificata innocuità.

Quali sono gli effetti?

Il sospetto argomentato da più fonti, ma che non ha ancora evidenze scientifiche, è che tali variazioni ambientali favoriscano l'insorgenza soprattutto di leucemie e tumori. I soggetti a maggiore rischio risulterebbero gli individui in crescita e quanti si dimostrano maggiormente sensibili (o allergici) ad elementi ora talvolta presenti in alcuni ambienti in inconsuete quantità.
Se per gli studi sugli elettrodotti che utilizzano cavi aerei, vi sono studi e chiare raccomandazioni per non localizzare abitazioni nei pressi per gli altri impianti, compresi gli elettrodotti interrati, poco si parla e, in attesa delle evidenze scientifiche, in Italia, sono state date indicazioni e valori di attenzione anch'essi non sostenuti da certezze scientifiche.

Ma cosa vogliono i cittadini del Coordinamento?
Rinunciare alle tecnologie ai telefonini?

Il Coordinamento non propone l'abbandono di tecnologie per le quali oggi non vi è certezza d'innocuità ma propone che queste siano messe in commercio in modo etico e chiede che si affrontino i vari problemi con spirito critico e costruttivo.
Le nuove tecnologie offrono indiscutibili vantaggi ma rientra nel diritto dei consumatori e dei cittadini, conoscere se possono creare danni alla salute, se sono a norma, se ciò che non è percepito ad occhio nudo, ma che invade in modo coatto i propri ambienti più intimi e ne modifica i valori naturali di campo elettromagnetico, sia innocuo, sia lecito, sia etico.
Possedere elettrodomestici o i telefonini deriva da una operazione volontaria, che può avere ripensamenti o modifiche nell'utilizzo, non risulta essere reversibile il subire gli effetti di un'antenna per TV o per telefonia mobile, per radioamatori, una cabina elettrica o un elettrodotto (magari interrato). Tali impianti causano preoccupazioni, disagio ambientale, spesso penalizzano il paesaggio e creano differenze nel territorio attraverso cittadini che hanno il proprio ambiente indisturbato e altri che hanno valori di fondo elettromagnetico modificati senza avere la certezza che quanto obbligati a subire sia innocuo. Se fosse vero che favoriscono l'insorgere di malattie, quanto modificato da privati con l'avvallo delle amministrazioni pubbliche condurrà a differenze non accettabili: pochi che si arricchiscono e moltissimi che rischiano di ammalarsi anche gravemente. Si invita anche a riflettere sul fenomeno che porta conseguenze e discriminazioni economiche anche sul mercato immobiliare. I cittadini chiedono alle amministrazioni di tenere conto di tutti gli aspetti e di tutelare sopra ad ogni interesse la salute pubblica.

L'attesa delle evidenze scientifiche?

E' questo il punto, il Coordinamento raccoglie cittadini che desiderano che si faccia tesoro dei casi come il fumo e l'amianto e non si attendano le evidenze scientifiche. Per il fumo e l'amianto ci sono voluti circa vent'anni e attualmente sono un numero impressionante gli individui che termineranno la propria vita non per vecchiaia ma per gli effetti di una tecnologia non testata.
Non si desidera attendere sulla pelle di altri cittadini, magari su quella degli attuali bambini, dati scientifici che accertino che l'inquinamento elettromagnetico può indurre il cancro o la leucemia. Si desidera invece ribaltarne il principio nel nome dell'art. 5 della stessa Costituzione Italiana, per etica, nonché per seguire le indicazioni del Dr Guariniello, si chiede che si applichino reali misure di prevenzione e il principio di precauzione.

L'attenzione nelle varie regioni ?

Se in Piemonte, si sono formati gruppi spontanei e indipendenti che desiderano essere più informati per chiarire dubbi e sfatare preoccupazioni, in Italia, tra gli altri, sono particolarmente attivi il gruppo di Roma Nord, di Pisa, di Padova, di Bologna, di Treviso, facilmente raggiungibili digitando la parola "elettrosmog" tuttavia, l'attenzione istituzionale e politica, risulta generalmente inadeguata ed è palpabile la sensazione che gruppi politici o storici anche di alcuni ambientalisti paiono poco vicini ai cittadini, molto probabilmente risultano frenati dagli enormi interessi che riguardano il mondo delle nuove tecnologie o anche solo dalla potenza degli sponsor. Questi argomenti sono generalmente taciuti se non ostacolati dai media tradizionali come giornali o TV. Risultano però in continua espansione nei siti non istituzionali come i forum web.

Vi sono valori di Precauzione?

Vi è da premettere che nelle leggi si sta giocando con le parole: attenzione, prevenzione, precauzione... sembrano uguali ma non lo sono per nulla. Si sta "giocando" con il diritto alla salute dei cittadini.
Per quanto riguarda valori numerici orientativi, questi da un lato non hanno senso poiché senza evidenze scientifiche potrebbero essere sconfessate anche le ipotesi di maggiore precauzione. Oggi, circolano riferimenti che potremmo dividere in due tipologie: quelli di legge e quelli degli studi di più prudente posizione. Dal convegno organizzato con il patrocinio della Circoscrizione Otto e della Città di Torino del maggio 2004 dai gruppi spontanei presso il Liceo Classico Alfieri di Torino l' intervento del Dr. Angelo Gino Levis Docente incaricato di Mutagenesi Ambientale all'Università di Padova, ha invitato i presenti ad un utilizzo attento e informato degli elettrodomestici, dei telefonini e, alle amministrazioni, ha rivolto l'invito di porre attenzione alle adeguate pianificazioni, agli effetti a lungo termine delle nuove tecnologie, all'importanza anche economica della prevenzione della salute e della protezione degli individui in crescita, indicando, come precauzionali, valori assai inferiori a quelli della legge italiana. Dal convegno, in attesa di riscontri ulteriori, i cittadini hanno aderito alle tesi più prudenti firmando un documento fatto pervenire alle varie autorità. Sono emersi come valori di orientamento, maggiormente tutelanti rispetto a quelli definiti per legge, percorribili e fattibili anche se non dichiarabili (per evitare conflitti numerici ma fattibili anche nel nome del principio di precauzione richiamato nella legge quadro nazionale): il non sorpassare gli 0,5 V/m per antenne per TV / telefoni cellulari e gli 0,2 micro tesla per elettrodotti e cabine elettriche. Queste posizioni di prevenzione e cautela sono state criticate da alcune parti politiche e da alcune amministrazioni poiché considerate di eccessiva prevenzione ma, a parere di molti cittadini, essere cauti di fronte alle incertezze scientifiche, è la posizione più etica oltre che essendo tecnicamente fattibile varrebbe la pena di percorrerla.

Il dubbio della prevaricazione e della ridondanza

Il Caso del gruppo Cavoretto, accennato dalla Dr. Del Negro (in allegato al materiale del convegno - caso legato ad antenne per telefonia mobile) è interessante per essere l'esempio dell'abberrazione di qualche cosa che non si può definire progresso.
Con una semplice esperienza pratica vengono evidenziati non solo la mancanza d'informazione ai cittadini ma anche la ridondanza ingiustificata e l'arroganza per un diritto di servizio che non avrebbe ragione di essere chiamato in causa.
La ricerca presentata il 13 ottobre 2005 al Centro d'incontro di piazza Freguglia (To), applicata ad una ristretta zona del quartiere Otto di Torino, ha evidenziato che nella zona d'indagine, vi sono valori bassi del fondo naturale elettromagnetico. Questi, si attestano intorno ai 0,3 V/m. Con tali valori è stato provato empiricamente, ma con efficacia, che i telefoni cellulari ricevono e inviano bene (a "tacca piena"). L'antenna contestata dal gruppo spontaneo quindi, varia, quasi esclusivamente, le aule dei ragazzini della scuola elementare. I valori della variazione sono nella legge ma sono superiori a quelli indicati dalle più prudenti tesi scientifiche. I genitori contestano la collocazione o almeno la direzione di parte dell'impianto. Risulta palese che non vi sia la necessità di variare permanentemente un luogo pubblico destinato all'istruzione dei più piccoli. I Gestori e lo stesso Comune di Torino (proprietario della struttura scolastica), si arrogano il diritto di modifiche di non certificata innocuità, ridondanti e inviate ai potenziali di individui in crescita. Una amministrazione simile, non dimostra pianificazioni etiche, non dimostra attenzione reale ai cittadini. Gestori simili, visto che non hanno intenzione di modificare l'impianto, non brillano per spirito manageriale e neppure per etica.

Perché non si mette in pratica quanto chiesto dai cittadini?

A questa domanda non varrebbe la pena di rispondere perchè il panorama generale è estremamente sconfortante, comunque purtroppo i cittadini che hanno avuto i propri ambienti di vita improvvisamente variati, da impianti privati, hanno potuto constatare, sulla propria pelle, e non in senso letterale, che troppo spesso a pianificare il territorio è il denaro e non l'etica. Ossia è la speculazione e non la politica intelligente.

Nell'incontro dell'Istituto Tecnico Avogadro di Torino, il Coordinamento ha voluto raccogliere la critica precedente rispondendo in modo più istituzionale.

Se il Dr. Levis da alcune amministrazioni è stato criticato, il Coordinamento ha voluto nell'incontro dell'Avogadro, presentare, un video amatoriale nel quale viene riportato uno stralcio dell'intervista fatta al Dr. Rapacholi dell'OMS, utilizzata dalla Provincia di Torino nel video è "tutta colpa di Guglielmo Marconi" video ufficiale creato per commemorare un inventore e per illustrare iniziative culturali didattiche. In tale intervista (2004) il riconosciuto luminare dichiara che non vi sono certezze di danni per la salute, il Coordinamento aggiunge, che per logica, non vi è neppure il contrario, inoltre, lo stesso studioso, consiglia l'applicazione del principio di precauzione.

UNA PRIMA CONCLUSIONE DEL COORDINAMENTO IN TEMA DI PRECAUZIONE

Considerato che nel campo medico ad oggi non ci sono certezze e che lo stesso Dr. Rapacholi suggerisce l'applicazione del principio di Precauzione:

•  Il Coordinamento specifica che i limiti di legge in Italia, non corrispondono e non possono essere resi uguali ai limiti di precauzione.

 

GLI INTERVENTI CHE HANNO POSTO L'ATTENZIONE AL PROBLEMA PRECAUZIONE

L'intervento del Dr. Claudio Manfredotti:

Dr. Claudio ManfredottiIl Dr. Claudio Manfredotti, Professore Ordinario di Fisica dello Stato Solido e responsabile del servizio di Fisica Sanitaria dell'Università di Torino, ha brevemente accennato al caso di Sciolze (TO). Ennesimo caso che si potrebbe quasi definire "tragicomico" per l'installazione di un impianto per telefonia mobile in cui gli avvisi alla popolazione e la documentazione adoperata per richiedere i permessi, potrebbero trovare più degna collocazione in una commedia dell'assurdo ma invece fotografano un'ennesima prevaricazione ai danni di una comunità. Dopo la breve parentesi personale, che lo ha portato ad essere Presidente del Comitato per la difesa del cittadino di Sciolze, il Prof. Manfredotti ha orientato il proprio intervento sulle implicazioni scientifiche. Da ricerche sempre più numerose, emerge che le nuove tecnologie, oggetto di dibattito, sono in grado di interferire nei vari meccanismi di comunicazione elettrica tra le cellule, che è noto comunicano tra di loro praticamente " in digitale " esattamente come i cellulari. Questi meccanismi sono alla base non soltanto degli stimoli nervosi o muscolari, ma anche dei vari meccanismi di difesa del corpo umano. Tale fenomeno dovrebbe essere oggetto di maggiore studio e dibattito, andando a verificare gli effetti a lungo termine su culture cellulari. La modificazione di tali elementi, può promuovere cause o divenire concausa, dell'indebolimento delle difese immunitarie, di malattie importanti come la leucemia, il cancro, avere correlazioni con la sclerosi multipla. Non vi sono dati certi ma quello che è certo è la necessità di non esporre a rischi inutili la popolazione. I soggetti più sensibili alle variazioni elettromagnetiche risulterebbero essere gli esseri dalla massa più limitata, gli individui in crescita, quelli immunitariamente più deboli o con sensibilità marcate. Un altro punto importante riguarda il concetto di dose elettromagnetica, che non deve riferirsi unicamente al valore di campo elettrico, ma deve comprendere anche la durata dell'esposizione, come avviene da oltre 50 anni per le radiazioni ionizzanti. I bassi valori su tempi di esposizione continui possono scatenare meccanismi imprevisti, mentre invece, nel caso di esposizioni discontinue nel tempo l'organismo può mettere in gioco meccanismi di recupero. Si sa che nel caso delle radiazioni ionizzanti si è scesi negli anni a valori limite sempre più bassi, fino a raggiungere in pratica la metà del fondo naturale. In quanto poi ai valori di attenzione, 6 V/m, si può affermare che non hanno alcun fondamento scientifico, mentre si sa benissimo che si può telefonare tranquillamente anche con 0.2 - 0.4 V/m : perchè andare oltre ?

 

L'intervento del Sindaco di Pecetto (To) Dr. Agostino Miranti

L'intervento si potrebbe sintetizzare come "lo scandalo della Maddalena", poiché pur in toni pacati da amministratore attento e non allarmista, il Dr. Miranti, ha illustrato le difficoltà e le conquiste di un piccolo comune che intende difendere la salute dei propri cittadini. Cittadini che da anni subiscono un gravissimo caso di cattiva gestione del territorio che, nello specifico, non è da attribuirsi al comune di Pecetto ma ad un "puzzle" intricato di responsabilità nonché di antenne localizzate su più comuni limitrofi (compreso quello di Torino). Tali impianti sorgono su comuni e inquinano zone di differente amministrazione. E' un caso lampante di chiare responsabilità da risolvere a livello sovra comunale ma, se per logica, il tutto appare semplice, da anni norme, responsabilità, interessi enormi, lungaggini estenuanti di vario tipo, creano muri di gomma sui quali a rimbalzare sono i cittadini e con loro anche gli etici piccoli amministratori. Nella zona di Pecetto Torinese, impianti televisivi, per radio e per telefonia mobile, hanno una concentrazione enorme. Tali impianti modificano con valori non ammessi dalla legge ambienti privati e pubblici di alta frequentazione e soggiorno. Vi è stato l'interessamento dello stesso Dr. Guariniello ma, nonostante le denunce, si assiste ugualmente da vent'anni allo scarico delle responsabilità. Se finalmente di recente si è visto qualche risultato come la chiusura del parco giochi comunale (Torino) più inquinato d'Italia, sono ancora circa cinquanta le famiglie costrette, da inefficaci amministrazioni, a subire nelle proprie abitazioni valori che superano i 20 V/m! Oltre a ogni etica o concetto di rispetto e precauzione per la salute pubblica!

A dare manforte all'intervento del sindaco di Pecetto è intervenuto lo stesso Dr. Silvio Edoardo Corno docente incaricato del Dipartimento di Energetica del Politecnico di Torino, presidente del Comitato dei residenti della Collina Torinese per la difesa dall'inquinamento elettromagnetico.

Il gruppo, nell'anno delle olimpiadi, sperava di avere finalmente una legge regionale ben fatta, ma così non è accaduto. Gli effetti delle nuove disposizioni sono stati: lungaggini burocratiche, delusioni, senso d'impotenza e prevaricazioni. A loro continua ad appartenere il privilegio di avere un condominio chiamato " della morte ", forse tale "diceria popolare" andrebbe meglio indagata.

L'intervento della Dr. Giuliana Nivolo

La Dr. Giuliana Nivolo, rappresentante del Gruppo Spontaneo contro l'inquinamento elettromagnetico denominato "Adriatico" è laureata in Pedagogia all'Università di Torino, da molti anni è impegnata in temi legati al mondo degli agenti inquinanti e dei diritti dei consumatori, è stata, per più anni, rappresentante CODACONS. Il suo intervento, ha sottolineato l'esigenza di porre etica e attenzione alle trasformazioni del territorio e soprattutto ai cittadini che sempre più spesso si mobilitano spontaneamente per denunciare situazioni ritenute nocive per la salute pubblica ma gli appelli, generalmente, vengono poco raccolti dalle amministrazioni e può capitare che indagini, svolte con contributi pubblici, non vengono addirittura ufficialmente presentate.
L'intervento ha posto l'attenzione sull' inquinamento elettromagnetico, in particolare provocato dai ripetitori per telefoni cellulari. Il gruppo, da lei rappresentato, dopo prime preoccupanti considerazioni empiriche si è attivato per avere una seconda indagine epidemiologica a cura dell'ARPA Piemonte, realizzata ma mai presentata ufficialmente ai cittadini. Gli studi sono stati effettuati in un'area del quartiere Santarita denominata (senza essersi messi d'accordo con il gruppo di Pecetto) " triangolo della morte" a causa dei diversi casi riscontrati di linfoma di Hodgkin e della concomitante massiccia presenza di impianti per telefonia cellulare.
Come gruppo storico, più di altri, si è attivato per la formazione di un Coordinamento che superasse i confini cittadini per diventare di fatto regionale e, unito a tale nuova e corposa veste, attende di essere ricevuto dal nuovo Assessore alla Sanità Mario Valpreda e dalla Sesta Commissione Ambiente del Comune di Torino, per sollecitare la definizione di un Regolamento Comunale realmente attento alla tutela della salute dei cittadini. Il gruppo, non desidera allarmare, ma porre eticamente e culturalmente seria attenzione per gli effetti non noti delle nuove tecnologie, forse concause, ma che impongono attenzione, tempismo e serietà nel promuovere strumenti legislativi, pianificazioni e risanamenti di effettiva tutela per la salute.

L'intervento dell'Arch. Gianfranco Carignano

Responsabile del centro Habitat Salute Architettura di Rivoli (To) - con la relazione sui campi magnetici a bassa frequenza, ha posto l'attenzione sugli elettrodotti cittadini interrati. Utilizzando un linguaggio semplice accompagnato da proiezioni con illustrazioni esemplificative, tabelle e grafici di chiara lettura, ha sottolineato come siano molti gli elementi che impongono attenzione per impianti che, nei percorsi cittadini, vengono di norma interrati sotto ai marciapiedi con passaggi negli interrati degli edifici che possono confinare con i luoghi di abitazione, lavoro o di frequentazione umana. Tali impianti possono modificare anche significativamente i valori del fondo elettromagnetico naturale con negative ricadute per la salute. Per meglio chiarire se ne riportano alcuni stralci:

"La ricerca datata 2000 / 2002 ricercava il numero indicativo di persone esposte ad un valore di induzione magnetica (degli elettrodotti interrati) superiore agli 0,2 µT. Sono stati utilizzati i seguenti materiali e metodi: Essendo le sorgenti principali i cavi in MT e BT la popolazione interessata da questo studio si limita a quella residente ai piani terra. I dati relativi a questa porzione di popolazione sono stati desunti dai rilievi demografici del C.S.I. aggiornati al 31-08-00 e disponibili per ognuna delle 10 circoscrizioni in cui è suddivisa la città di Torino. All'interno di queste circoscrizioni sono state scelte delle zone campione rappresentative in modo da avere un campo di studio il più omogeneo possibile.
Le misurazioni
sono state effettuate con l'ausilio di strumentazione adeguata della ENERTECH (USA), nei modelli denominati Emdex Mate e Emdex II, caratterizzati da una estrema semplicità d'uso e maneggevolezza.
Gli strumenti, sono provvisti di una sonda isotropica con lettura selettiva della fondamentale a 50 Hz, risoluzione di 0,01 µT, soglia di sensibilità 0,01 µT e campo di misura fino a 100 - 300 µT. Il display fornisce direttamente la risultante del campo in µT.

In ogni via, sono state effettuate le misurazioni del campo magnetico secondo le seguenti modalità:

•  tenendo lo strumento in mano, ad un'altezza di circa un metro da terra

•  camminando sul marciapiede, a ridosso del muro dei fabbricati, in modo che il valore fosse il più corrispondente possibile a quello presente all'interno degli edifici.

•  andando in giorni settimanali lavorativi, nelle ore centrali della giornata

I valori acquisiti sono stati distinti in quattro d'intensità di campo magnetico.

Definizione degli intervalli: < 0.2 µT : (colore verde) 0.2-0.5 µT : (colore giallo)

0.5-1 µT : (colore arancione) > 1 µT : (colore rosso)

Di seguito si riporta la Tabella riassuntiva relativa all'insieme dei dati acquisiti corrispondenti a oltre 60 Km di percorso urbano.

TABELLA RIASSUNTIVA DEI RISULTATI

CITTA' DI TORINO MEDIA RESIDENTI
AL PIANO TERRA
NUMERO APPARTAMENTI AL PIANO TERRA
< 0.2 µT 0.2-0.5 µT 0.5-1 µT > 1 µT
2.1 4073 1247 493 300
RESIDENTI ESPOSTI 8553 2619 1035 630
  4284
TOTALE 12837
PERCENTUALE RESIDENTI ESPOSTI 66.6% 20.4% 13%
    8% 5%
  33,4%

 

Conclusioni: risulta evidente dalle premesse, e confermato dal lavoro eseguito su Torino, che una porzione considerevole di popolazione residente ai piani terra (o rialzato) è potenzialmente esposta a livelli superiori a 0,2 µT. Infatti, sul totale dei residenti al piano terra (150.000 ), il campione analizzato risulta di 12.837 persone, pari a circa l' 8,5 % . Di queste il 33,4 % (4.284) vive in appartamenti che presentano sul lato strada valori oltre gli 0,2 µT . Il 13 % si trova potenzialmente esposto a valori superiori a 0,5 µT mentre il 5 % è esposto a valori oltre 1 µT . Visti i casi riportati nella premessa e documentati da monitoraggi di 24 ore effettuati con EMDEX II, è provato che le suddette esposizioni siano molto più numerose di quanto si poteva pensare. La suddetta situazione è stata verificata praticamente in tutti i contesti urbani che abbiamo avuto modo di esaminare. Sono stati effettuati saggi significativi su almeno una trentina di altri centri urbani di ogni dimensione e tipologia: i risultati non si sono discostati da quelli ottenuti su Torino.

Riteniamo necessario a questo punto sottolineare quanto segue:

  1. le persone hanno il diritto di conoscere se gli ambienti interni o esterni che frequentano quotidianamente possono essere o meno fonte di esposizione a campi magnetici.
  2. Piuttosto che creare allarmismo riteniamo decisamente più opportuno lavorare insieme agli Enti erogatori di energia elettrica o ai produttori di apparecchiature elettriche al fine di adottare sistemi e tecniche per ridurre od eliminare l'emissione di questi campi elettromagnetici.

Le responsabilità che ricadranno sui singoli sindaci

Il Sig. Biagio Del Monaco, ex funzionario delle Poste e Telecomunicazioni, tecnico indipendente, esperto in pianificazioni del settore telecomunicazioni, ha relazionato che dall'esame della nuova legislazione del Piemonte la tecnologia e l'etica non sono state ben affrontate ed ha citato come esempio l'assurda disattenzione per le zone sensibili (definite così i luoghi per l'infanzia, ospedali e altre dalla LR 19/04) nelle quali sono consigliate distanze precauzionali di trenta metri dall'impianto, egli ha fatto notare come in Piemonte, lo stesso Politecnico attraverso simulazioni computerizzate e l'ARPA stessa, sono a conoscenza che proprio da tali distanze si possono verificare disagi maggiori, questo è un aspetto abnorme sfuggito ai legislatori, altrettanto assurdo è il non riconoscere i luoghi di vita come luoghi sensibili (in un condominio vi possono essere più bambini di quelli contenuti in una scuola e, nei luoghi di lavoro, i lavoratori dovrebbero essere tutelati e parimenti considerati soggetti sensibili).
L'intervento prosegue illustrando come non sia stata fatta epistemiologia, non si siano studiati i fenomeni primi che dovevano costituire le trame della legge. Ad esempio molti cellulari (e lo si è potuto vedere con un'esperienza pratica nel filmato amatoriale) non sono rispettosi della normativa che prevede che siano rese note le caratteristiche dello strumento tra cui la potenza. Richiedere che siano messi in vendita solo telefonini rispettosi della legge sarebbe un semplice stratagemma per obbligare molte delle antenne ad essere a loro volta ridimensionate e probabilmente riconvertite in microcelle, tecnologia da tenere bene sotto controllo ma dall'impatto minore per struttura stessa. Nel Comune di Napoli sono, ad esempio, stati richiesti 25 metri di distanza precauzionale dalle abitazioni... a Torino una norma simile imporrebbe l'immediata revisione della rete a causa dell'alta densità edilizia.
Il Sig Del Monaco ponendo la propria esperienza a disposizione per chiarire dubbi e per affrontare argomenti tecnici, ha illustrato anche l'iniziativa del Coordinamento di raccolta delle ottomila firme necessarie per presentare come cittadini (se i politici della Regione Piemonte continuano ad essere distratti) una proposta, per certi versi provocatoria, ossia quella di modificare la LR 19/04 al fine di renderla più adeguata alla tutela della salute pubblica.

L'intervento della Dr. Amalia Neirotti:

Potrebbe intitolarsi quando gli amministratori dialogano in modo propositivo con i cittadini. La Dr. Amalia Neirotti, presidente ANCI e sindaco del Comune di Rivalta (TO) si è rivelata attenta e disponibile al dibattito e in modo concreto ha proposto ad una rappresentanza del Coordinamento di poter far parte della consulta dei sindaci. Tale gesto di grande apertura civile e culturale ha dato maggiore fiducia nelle istituzioni e soprattutto nelle persone. I presenti hanno potuto notare la differenza umana e politica tra amministratori (la chiusura nei confronti dei cittadini dimostrata dall'attuale assessore all'ambiente Nicola De Ruggiero - ex Sindaco di Rivalta - e la disponibilità all'ascolto della Dr. Amalia Neirotti, appositamente intervenuta all'incontro, attenta al dialogo e propositiva).

Il CIPES e la grande attenzione posta da sempre ai problemi della salute.

Con il proprio stile giovane ed estremamente chiaro il Dr. Sante Bajardi Presidente CIPES, padre, nel lontano 1982, delle prime normative in tema di inquinamento elettromagnetico, ha interessato gli uditori sul concetto di salute sottolineando come questo non sia solo l'equivalenza di mancanza di malattia ma rappresenti un argomento più ampio che deve considerare più variabili e tra queste l'ambiente e ponendo inaspettatamente in evidenza come la qualità della vita e la salute stessa sono, di fatto, legati principalmente al mondo politico. Una tesi dalla semplicità sconcertante, oggi particolarmente significativa.

L'avvocato giusto

L'Avvocato Marcello Adriano Mazzola Prof. Incaricato all'università Statale degli Studi di Milano Area Professionale Prevalente - Diritto Ambientale e Tutela della Persona, noto per aver ottenuto importanti vittorie in temi legati all'inquinamento elettromagnetico (si ricorda la sentenza di Milano che avvalla gli O,5 V/m per gli impianti di telefonia mobile) ha anticipato che, pur essendovi delle similitudini metodologiche, le pianificazioni comunali vanno esaminate caso per caso e i comuni debbono dotarsi di tecnici indipendenti adeguati, orientati da amministratori corretti attenti ai cittadini e al territorio, l'attenzione non deve essere posta al singolo impianto ma al complesso delle problematiche considerando con attenzione l'esistente. La pressione degli interessi economici sulla gestione amministrativa è generalmente talmente forte che i comuni non si possono permettere tecnici e consulenti amministrativi inadeguati. Un regolamento ben fatto oltre a non dare adito a costosi ricorsi è vincente per qualità e consenso ed inoltre è bene ricordare che "l'esercizio di un'efficace pianificazione urbanistica è la prima forma di prevenzione per la salute umana" .

 

PRIME CONCLUSIONI DALL'INCONTRO
COSA SUGGERIRE AI SIDACI DEL PIEMONTE?

In generale le commissioni tecniche del Coordinamento desiderano dare le seguenti indicazioni:

• evidenziare il più possibile la gravità del silenzio attuale sul problema inquinamento elettromagnetico;
•  denunciare che nella stesura della Legge regionale vi è stata una incompleta visione del problema sia in tema di pianificazione sia per gli effetti sulla salute;
•  ricordare che anche i piccoli comuni possiedono poteri importanti applicabili nonostante le difficoltà per gli enormi interessi sottesi;
•  porre l'attenzione sull'importanza degli strumenti urbanistici comunali;
•  dare evidenza ai punti ritenuti critici della legislazione che porterebbero a disuguaglianze e preoccupazioni per i cittadini (rimandando puntuali osservazioni alla documentazione allegata alla cartellina del convegno);
•  suggerire l'idea di consorzi per poter utilizzare tecnici indipendenti e gruppi in cui vi possano essere inseriti rappresentanti del Coordinamento e dei cittadini, nel nome della trasparenza e della democrazia della cosa pubblica;
•  ricordare che attualmente i tecnici possono disporre di programmi software capaci di visualizzare chiaramente gli effetti progettuali, ma è importante sapere che ve ne sono molti, non tutti sono uguali e permettono di meglio servire la popolazione;
•  sottolineare che il territorio deve essere affrontato osservando caso per caso, studiando con attenzione gli elementi di confine e le aree che possono coinvolgere più comuni;
•  sostenere che sono molto importanti i rilievi del preesistente e la cartografia aggiornata;
•  rammentare che troppo spesso è trascurata la possibilità della risistemazione dell'esistente;
•  suggerire che si possono applicare tecnologie di minore impatto sulla salute e sul paesaggio;
•  insistere sull'importanza della qualità delle professionalità, fondamentali per evitare errori e per avere ragione su scelte etiche, economicamente convenienti nel lungo periodo (il Coordinamento desidera porre le proprie esperienze per consigliare strategie efficaci per tutelare la salute pubblica);
•  ricordare che la responsabilità politica ha concrete ricadute sulla salute e sulla qualità della vita nelle città.

La tecnologia giusta, le guide politiche, le trasformazioni partecipate.

Oltre a tecnici e consulenti capaci e indipendenti, si ricorda che in commercio vi sono programmi che permettono di prendere in considerazione l'esistente e di fare simulazioni puntuali sugli effetti dei vari impianti, bisogna divulgarne la presenza, adottare quelli più etici e soddisfacenti, scegliere le tecnologie più adeguate, scegliere le tecnologie e le strategie più adatte ai vari siti, però, senza le guide politiche sensibili e tecnici indipendenti, possono verificarsi le ennesime speculazioni ai danni della salute e dell'etica. La trasformazione del territorio in modo coatto e non partecipato, come di fatto stanno avvenendo per il tema in oggetto, provocano inesorabilmente scontento sociale, una alta percezione del rischio, disagi sanitari indotti, speculazioni edilizie con costi di notevole portata per le comunità.

Considerazioni sulla situazione in Piemonte?

Le considerazioni sulla situazione attuale non sono positive.
La nuova legislazione del Piemonte, a detta dei tecnici del Coordinamento, non è in grado di essere uno strumento adeguato per difendere i cittadini e l'ambiente, non è adeguata nel dare un riordino costruttivo alle nuove tecnologie, non è orientata a migliorare l'ambiente o a promuovere pianificazioni di qualità, non avendo l'etica come elemento primo e guida.
Sarà possibile produrre buoni effetti, consenso e reale tutela della salute ma si dovrà faticare, considerati i cattivi strumenti legislativi a disposizione, per dirigere l'attenzione realmente sui cittadini e per organizzare democratiche e partecipate trasformazioni del territorio e per non cedere agli interessi sempre più pressanti di gestori e sponsor.

La responsabilità ricade esclusivamente sui sindaci sensibili.

Si potrebbe concludere che la Regione Piemonte ha delegato la responsabilità ai singoli sindaci dando strumenti poco chiari e poco attenti per poter adeguatamente tutelare la salute dei cittadini e il territorio, ma nonostante le evidenti difficoltà è possibile che come tanti Davide (piccoli o grandi) utilizzino non la fionda ma politiche lungimiranti, partecipate e manageriali.

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